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Sorry

Ciao raga,

devo scrivere questo articolo anche se non mette in buona luce la popolazione australiana.

Il problema e' il solito. Gli aborigeni. In Australia per molti australiani gli indigeni sono un problema. Alcohol e criminalita' rovinano le community dove i neri vivono seguendo la loro legge.

Purtroppo la storia australiana di quanto corta possa essere e' molto travagliata se si considera la convivenza tra bianchi e neri. Forse perche' i primi bianchi ad arrivare erano prigionieri, ladri e persone della classe inferiore. Forse perche capire la mentalita' e la cultura aborigena e' molto difficile. Perche gli aborigeni non vogliono dividerla con i bianchi. Fatto sta che mai il rispetto verso questa cultura e' diventato un fattore importante in autralia.

Aborigenes

Fino al 1967 gli aborigeni erano considerati persone di seconda classe. Il che significa che erano trattati come cani. Giustizia non esisteva per loro. Se cera un furto il primo ad essere incriminato era il nero piu vicino e senza grande ricerca della verita’ e’ stato appeso al prossimo albero. Ok lo so che sembra il racconto di tempi ormai passate molti secoli. Ma stiamo parlando del 1950, 1960 e vicino al 1970!! Non so voi ma a me ha fatto riflettere tanto il fatto che sia passato cosi poco tempo.
Insomma il popolo aborigeno vive tranquillamente in australia per 50000anni. Oltre 200 culture diverse e nel 1788 arrivano deportati dal inghilterra e fino al 1967 tentano di sterminare gli aborigeni.

Ok questa e’ una parte della storia. Al momento attuale e’ la “generazione rapita” o “stolen generation”. Un metodo piu che discutibile di integrare la popolazione aborigena in quella dei bianchi. Il systema era semplice. Levare i figli dai genitori aborigeni e portarli in famiglie bianche, dove potevano diventare buoni christiani.
Adesso bisogna pensare al come i bambini sono stati trattati. Ad esempio ho letto una storia di una bambina di 10 anni che e’ stata tolta alla madre mentre questa era in ospedale. Non ha visto piu la madre fino al eta’ di 35 anni! Altri bambini sono stati “rapiti” dal ospedale come neonati e dati via per l’adottazione. Ci sono tantissime storie orrende e commoventi. I piu fortunati hanno trovato una famiglia anche se bianca. Ma tante storie raccontano di violenze, maltrattamenti, schiavitu’ ed il vivere in un mondo non tuo.

Nel 1967 il 90% della popolazione australiana ha detto si a dare gli stessi diritti ai neri e non vedere piu il popolo aborigeno come persone di seconda classe. Il traffico dei bambini pero’ continuava e ci sono altre storie di bambini sottratti ai genitori dopo il 1970.

Questo adesso il punto dove il nuovo governo australiano vuole dire sorry. A tutti coloro che hanno sofferto. A tutta la “stolen generation” e alle famiglie coinvolte. Gia prima del 1996 il governo aveva intenzione di scusarsi. Ma … e’ arrivato John Howard con la sua politica di razzista. Per 12 anni non sene e’ parlato. Ma il 12 di febbraio 2008 dovrebbe essere la data storia dove questa piccola parola SORRY dovrebbe essere pronunciata.

Kevin Ruth il nuovo premier tenta di chiudere questo capitolo buio della storia australiana pronunciando questa parola in nome del governo australiano. Anche la chiesa l’ha gia fatto. Ma l’opposizione non vuole. Quasi come in Italia l’opposizione rompe sempre anche se non capisce un tubo di quello che sta sucedendo. O almeno spero che non lo facciano a posta.

Al momento la posizione e’ questa. L’opposizione dice che non sa di cosa scusarsi! Aaahhh! Come cavolo si fa dire cose del genere. E’ come dichiarare che i nazisti non hanno fatto niente di grave.
E accettano che il parlamento, non il governo, si scusi con il testo di garantire che questi fatti non si ripetano ma non di scusarsi per fatti storici. Il governo ha sempre aggito in buona fede.

Adesso a me sempra diventare piu una barzelletta che una scusa seria verso tante famiglie rovinate. Ma purtroppo questa e’ politica e forse sulla domanda perche gli aborigeni non sono integrati nella societa’ australiana si riflette un po nelle decisioni politiche di questi giorni.

Ciao a tutti


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